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Un secolo di Asimov

Il 2020 è iniziato nel segno della Fantascienza: un secolo fa nasceva Isaac Asimov, uno dei maestri del genere che da sempre offre degli spiragli da cui guardare il futuro.

Isaak Judovič Azimov nacque tra ottobre del 1919 e il 2 gennaio 1920 nel paesino russo (a quel tempo da poco sovietico) di Petroviči, un luogo non famoso per l’accuratezza dei suoi archivi demografici. Ad ogni modo Isaac festeggiava il suo compleanno il 2 gennaio, e ciò significa che nel 2020 avrebbe compiuto un secolo.

Quando aveva appena tre anni la famiglia Asimov si trasferì negli Stati Uniti, nel quartiere newyorchese di Brooklyn. Lì, suo padre aprì un negozio di dolci e giornali, quei giornali in cui di tanto in tanto comparivano storie e racconti che in qualche modo diedero un imprinting letterario al giovane Isaac. Nel 1939, a soli 19 anni, pubblicò il suo primo racconto di fantascienza su Astounding Science Fiction e da lì non si fermò più.

Nel 1942, lo stesso anno in cui iniziò a lavorare come chimico a Philadelphia, pubblicò il primo racconto della serie della Fondazione. Nel 1950 venne pubblicata la sua prima raccolta di racconti brevi sui robot I, Robot. Asimov scrisse, del tutto o in parte, 40 romanzi, 382 racconti brevi e 280 libri (e ne editò altri 147). Non tutti i suoi contenuti sono di fantascienza, anche se sicuramente è come uno degli autori più influenti nell’ambito della fantascienza che è passato alla storia.

La copertina della prima edizione di I, Robot, la prima raccolta di racconti brevi sui robot di Asimov.

Il picco del suo successo di scrittore fantascientifico fu nel secondo Dopoguerra e soprattutto durante la Corsa allo Spazio, anni in cui la fantascienza e l’idea di futuro che essa proponeva andavano per la maggiore, ispirando l’opinione pubblica. Quel futuro era desiderabile, era raggiungibile e realizzabile. Asimov è stato spesso criticato di non avere uno stile letterario particolarmente curato, ma il suo successo e quello che ancora oggi lo rende uno degli autori più amati nel settore non dovrebbe essere ricercato nello stile, quanto nelle idee. Comprare un libro di Asimov significa infatti comprare uno spiraglio sul futuro, sognare come potrebbe essere e come potrebbe diventare la nostra vita nel futuro lontano e vicino.

“Gli scrittori e i lettori di Fantascienza non portano l’uomo sulla Luna, ma creano il clima in cui porsi l’obiettivo di portare l’uomo sulla Luna diventa accettabile.” [Asimov]

Asimov è entrato nel podio della Fantascienza “classica” insieme a Heinlein e Clarke soprattutto grazie al suo ciclo sui Robot, a quello delle Fondazioni e a quello dell’Impero.

Il Ciclo delle Fondazioni, quello per cui senza dubbio è più conosciuto Asimov, è un insieme di 7 romanzi, una trilogia che risale agli anni ’50 e a cui seguirono due prequel e due sequel scritti tra gli ’80 e i ’90. Ispirato alla caduta dell’Impero Romano, la trilogia racconta della caduta dell’Impero Galattico e delle vicissitudini dello “psicostoriografo” Hari Seldon per evitare l’incedere della barbarie. La psicostoriografia è una scienza inventata che cerca di prevedere (ed agire per modificare) l’evolvere della società umana tramite metodi statistici.

Il Ciclo dei Robot è invece un insieme di racconti che narrano di automi intelligenti che strutturano il loro comportamento sulla base di tre leggi, le arcinote Leggi della Robotica:

  1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che a causa del proprio mancato intervento un essere umano riceva danno
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani purché tali ordini non contravvengano alla prima legge
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza purché questo non contrasti con la prima e la seconda legge

Il futuro descritto da Asimov è ottimista, logico e pulito. Le tre leggi della robotica per ora non sono applicabili: i robot, anche i più avanzati, fanno quello che in un modo o nell’altro sono programmati per fare, e non si trovano a dover affrontare scelte etiche. Le leggi della robotica possono essere viste come una morale di fondo inserita da Asimov, una sorta di invito ad un utilizzo pacifico della tecnologia in un mondo in cui la pace sembra sempre un obiettivo sfuggente.

Asimov morì nel 1992 dopo aver contratto l’AIDS durante un’operazione chirurgica, altrimenti forse sarebbe potuto essere ancora qui a vedere un pezzetto di futuro, e avrebbe potuto speculare ancora e ancora sui modi in cui potrà evolvere.

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